…Ecco, dunque, la prima, la più naturale e la più immediata delle attinenze, l’associazione luce-amore…Nel momento in cui la relazione si spezza, a causa della cecità dell’uomo, il cielo si rabbuia e tornano alla memoria i giorni “torturati”, le “fiabe insanguinate” dagli orrori della guerra. Ma c’è un altro rapporto che viene in nostro soccorso: quello che lega indissolubilmente la luce alla speranza. Quell’attesa che, finalmente, potrà uscire dal “labirinto” in cui a lungo è stata rinchiusa dalla violenza e farà sussultare di vita la terra delle zagare… Se si guarda al passato come qualcosa di definitivamente perduto non potrà esserci futuro, ed il presente si coprirà d’inconsolabile rimpianto. La Nostra, al contrario, vuole che la lampada resti “accesa” tutta la notte dopo il racconto delle fiabe ai propri figli…
Sandro Angelucci poeta Critico Letterario



