...Giuseppina Mira, artista della penna, trasmette a chi legge i suoi versi la sensazione profonda dell’uomo che si sente al centro del mondo, con le sue gioie e le angustie, con le speranze e le aspettative. Ed ecco che penetrando nelle sue metafore, sottili ed eleganti, oppure sfogliando il gran libro delle sensazioni che l’Autrice riesce a trasmettere, ci si scopre meno soli nell’universo. La solitudine? E perché mai? Per fugarla basta leggere i pochi ma incisivi versi de "La nebbia". Strano, ma è incredibilmente vero: Giuseppina riesce a suscitare in me la fiera figura di un marinaio. I suoi versi sono un alternarsi di sensazioni, spesso contrapposte, contrastanti, come onde che si rincorrono, incrociandosi tra mille sbuffi, destinate a placarsi quando il sole torna a brillare in cielo. Come l’esperto nocchiero riesce a governare il timone quando infuria la tempesta così colei che ha scritto i versi, che vi accingete a leggere, pur lasciandosi trasportare sull’onda dei sentimenti, non riesce mai a smarrirsi. E’ troppo saldo il timone che guida la sua anima. E’ sempre attento l’occhio che scruta il cielo per carpire la carezza del sole ed il sorriso delle stelle. Tanto basta per gioire, pronta a lottare, sempre decisa a vincere per tornare a sbocciare ancora, come rosa a primavera, nel verde prato della speranza.
Salvatore Spoto Giornalista del "Il Messaggero" - Scrittore - Saggista



