Presentazione a scuola del libro di Paolo Cilona “I Monumenti ai Caduti della Provincia di Agrigento”

È stata molto coinvolgente, interessante, istruttiva la presentazione del libro di Paolo Cilona “I Monumenti ai Caduti della Provincia di Agrigento”, lunedì 19 febbraio 2018, ore 11,15, presso il plesso “Verga”di Siculiana, alla presenza dei docenti e degli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria e  degli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado, sezione staccata dell’Istituto Comprensivo “G. Garibaldi” di Realmonte, dirigente Graziella Fazzi. Fervida l’attenzione di tutti i partecipanti. Finalità precipua è stata la promozione umana, sociale etica, culturale. 

Abbiamo bisogno di una coscienza storica per creare un continuum tra passato, presente e futuro, per non spezzare la continuità del filo della vita. Una coscienza storica per tenere in grande considerazione i Monumenti ai Caduti che testimoniano la tragicità della guerra e le sofferenze in nome della Patria. E noi dobbiamo nutrire amore per questi eroi che ci spronano a compiere il nostro dovere giorno dopo giorno, a compiere il dovere di rispettare il diritto ad una vita dignitosa.  Dobbiamo trasmettere ai nostri figli e ai figli dei nostri figli il ricordo dei Caduti per fare restare in piedi la pace, con l’auspicio di evitare altri disastrosi conflitti bellici.

Sono intervenuti a presentare l’opera storica: Graziella Fazzi, dirigente scolastico, Salvatore Balsano, presidente ACSI regionale, Giuseppina Mira, poetessa, Salvatore Schembri, storico, Paolo Cilona, autore del libro. Indi, Giuseppina Mira ha letto la poesia “Il punto e la virgola”, inserita nel testo.

IL PUNTO E LA VIRGOLA

Un giorno la virgola si recò dal punto e gli disse:
– Per favore, cammina insieme a me
così faremo grandi cose io e te.
Inoltre non mi sentirò sola in tua compagnia
e per di più diventerò importante
e tutto ciò per me sarà gratificante.
Il punto le rispose:
– Ma ci perdo ad essere punto e virgola
io che sono il punto della situazione!
La virgola esclamò:
– Allora ti propongo di venire da me
quando vi sono situazioni negative
che non vanno chiuse con un punto e basta
ma devono essere lasciate aperte al dialogo
per farle pervenire ad esiti positivi.
E il punto a sua volta:
-Dunque se gli uomini prendono decisioni brutte
io divento punto e virgola, invece nel caso di decisioni belle
io resto punto fermo.
-Esatto, proprio così! – affermò la virgola – Con l’auspicio
di evitare catastrofi come le due guerre mondiali!
Si doveva arguire che la Grande Pace
doveva essere l’unica battaglia mondiale
anziché aggredire e giungere alla Grande Guerra
e all’altra e a tutte quelle sparse sulla Terra.
Forse se i Potenti non avessero messo punto fermo
alle dichiarazioni di guerra
non ci sarebbe stato il disastro che tutti conosciamo.
Il punto allora si convinse e addirittura scrisse
al Ministro della Pubblica Istruzione
e chiese che lui e la virgola fossero studiati
pure in educazione civica, oltre che in grammatica
per rimettere le cose al punto giusto
e lasciare spazio al punto e virgola
dando la possibilità d’apertura degli uni verso gli altri.
Ciò avrebbe contribuito alla rivoluzione dell’Amore
mettendo da parte il rancore.
Chiese una nuova legge e la proposta fu accolta.
Chissà se avessero fatto studiare a scuola da sempre
la regola del punto e del punto e virgola
oltre che grammaticalmente anche civilmente!
Probabilmente sarebbe stato diverso il corso della storia!
E intanto dinnanzi a cose tanto brutte nel mondo
si spera che l’animo umano
lasci spazio alla fratellanza che è la vera speranza.
E in tal caso bisogna mettere punto e basta!

Giuseppina Mira

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