Senza poesia è buio.
Gli occhi del mondo si chiudono e gli uomini brancolano confusi nella ressa di sentimenti brulli, aridi, inconsulti.
Ma un giorno arriva un palpitare di ali e l'amore apre le palpebre.
Le crepe si riempiono di faville e le brezze sciamano dietro i bagliori dei sogni.
La poesia torna a respirare e i suoi soffi di vita liberano dall'agonia i voli della luce.
Stormi d'azzurro si posano sui tetti, sulle strade, sui campi: germina la fiaba e la realtà diventa sfolgorante. Il gemito emigra lontano. Il sorriso torna e abbraccia il cuore. L'uomo non è più a pezzi. Fino a quando? Finché la poesia non spegnerà la sua voce. Accadrà allora che i suoi soffi di vita non spoglieranno l'albero e sui rami nuove gemme salveranno dalla solitudine. Basteranno solo pochi versi per ascoltare il soffio della vita.
Giuseppina Mira



UNA POESIA DI GIUSEPPINA MIRA PER CELEBRARE GLI 80 ANNI DI "FAMIGLIA CRISTIANA" PUBBLICATA SULLA PRESTIGIOSA RIVISTA
Giuseppina Mira ha dedicato una sua poesia all’apostolo e martire della libertà, giustizia, uguaglianza: Giuseppe Panepinto. L’ha consegnata al Sindaco di Santo Stefano di Quisquina, nell’ambito della XXXV Rassegna Internazionale del Premio “Telamone”. La manifestazione, che ha avuto luogo presso la Biblioteca “La Rocca”, ad Agrigento, è stata organizzata da Paolo Cilona, presidente del CEPASA, in occasione del centenario della morte di Lorenzo Panepinto, difensore dei deboli, degli oppressi, dei contadini. 
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