Il Premio Internazionale “Telamone” e il suo significato

La Rassegna del Premio Internazionale “Telamone” è giunta alla quarantesima edizione, grazie al presidente Paolo Cilona, presidente altresì del CEPASA, che si è sempre prodigato con dedizione, fervore, intelligenza per dare ad Agrigento una fisionomia culturale, etica, sociale di altissimo livello, premiando i Siciliani che in ogni parte del mondo si sono distinti in modo eccellente nei vari settori della vita. Paolo Cilona ha creduto, crede e crederà con tutto se stesso in questa Rassegna che valorizza il lavoro come frutto dell’onesto sudore della fronte e, quindi, come dignità, quella dignità che si erge maestosa a somiglianza del “Telamone” che si innalza imponente nella Valle dei Templi, ricordando a tutti di agire all’insegna dell’umanesimo.

È un Premio che merita di essere apprezzato per la sua valenza culturale che porta alla ribalta nazionale ed internazionale la città di Agrigento. È un Premio che si articola in manifestazioni vibranti di messaggi educativi e gratificanti e che restano impressi in maniera indelebile nella memoria individuale e collettiva. È un premio che sprona alla cooperazione, alla solidarietà, alla concordia.

Il primo giorno della Rassegna è dedicato all’incontro con pittori e poeti, i quali con le loro opere testimoniano che l’arte può essere a servizio della pace. Il secondo giorno ad incontri culturali che danno risalto al passato e al presente, in una simbiosi necessaria per costruire un solido futuro. Il terzo giorno alla consegna dei Premi “Telamone”, nella suggestiva Sala Zeus del Museo Regionale, a coloro che sono i punti di forza della nostra Sicilia per professionalità e  ingegno. In tale contesto è assegnato il Premio Speciale “Telamone” a chi si distingue per la capacità di fare brillare la pace, sottraendola al buio di tante situazioni quotidiane. A conclusione, molto commovente è l’accensione del Tripode dell’Amicizia, nel pianoro di San Nicola, che dà adeguato rilievo all’impegno profuso a favore della fratellanza.

Nell’ultimo giorno della Rassegna si dà spazio alla presentazione di libri significativi per l’energia positiva che si vuole trasmettere alle nuove generazioni. Molte Autorità civili, religiose, militari sono presenti e un pubblico numeroso e qualificato scandisce con calorosi applausi le manifestazioni culturali. La poesia, la musica e la pittura concorrono a dare colore ed armonia alla Rassegna che ha in Paolo Cilona un autore geniale, il quale sprona a pensieri eccelsi e ad azioni qualificate e qualificanti. Quest’anno, in occasione della quarantesima edizione, si respira un’atmosfera magica e nel contempo reale, avendo Paolo Cilona la straordinaria capacità di fare diventare i sogni realtà.

Nell’ambito della cerimonia di consegna del Premio Internazionale “Telamone per la Solidarietà” la poetessa Giuseppina Mira ha donato al dott. Pietro Bartolo il suo libro” È tornato Francesco”, dedicato a Papa Bergoglio, con la presentazione di Paolo Cilona, e ha letto una poesia, ivi inserita, che descrive le sofferenze degli immigrati, invitando alla integrazione, di cui il medico di Lampedusa è un eccellente esempio.

“Nell’Anno della Misericordia, dice il presidente Paolo Cilona, il medico di Lampedusa rappresenta l’amore, cui ci richiama Papa Francesco, e l’attuazione della positività della vita, cui si è sempre ispirato il Premio Telamone”.  Un grazie sincero e affettuoso a Paolo Cilona che si adopera con coraggio e con zelo per promuovere la vitalità dell’esistenza e questo è il vero significato del “Telamone”.

 

IL SOFFIO INFINITO DELLA VITA

Uomo, mai più
le tenebre del razzismo
mai più
ma un mondo nuovo
dove ogni persona è aurora.
L’amore fa vivere la luce.
L’amore fa germogliare il domani
di chi è solo, povero, straniero
di chi vuole nel viaggio della speranza
vedere sprofondare in mare la disperazione
di chi non vuole dare
l’ultimo saluto ai sogni
clandestini nelle stamberghe dei giorni.
Uomo, mai più la vergogna delle stragi.
Mai più innocenti ammassati
nelle stive dei barconi
ma liberi di camminare
respirando il profumo del sole
mai più migranti ricoperti
da squame di dolore
ma da carezze di vita
mai più occhi bruciati dal terrore
senza più una lacrima da versare
ma sguardi luccicanti
di gioiose e fresche rugiade.
Uomo, abbraccia lo straniero
anche tu puoi esserlo
come i padri che lontani
dalla propria terra
lottarono per restare fiori
e non essere petali strappati
sparsi nel mare o nel deserto dei cuori.
L’amore è il soffio infinito della vita.
Mai più bambini annegati
assieme a chi voleva
portare in salvo la dignità della Storia.
Mai più.

Giuseppina Mira

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