Poesie dedicata A Don Leonardo Zega e pubblicata sul n. 8 di "Famiglia Cristiana" del 21 febbraio 2010.
A DON LEONARDO ZEGA
Di te dirò
che eri “libero e servo di nessuno”
e non facevi inghiottire l’aurora dal buio.
Toglievi dagli occhi il pulviscolo
e facevi vedere le meraviglie di Dio.
Ascoltavi, domandavi, rispondevi
confortavi la solitudine
di chi nelle orbite dei tuoi sorrisi
scopriva il cielo.
In azzurri prati trasformavi i pensieri
e il giorno non esitava
a stare con essi.
Il Vangelo facevi parlare
e ventagli di pace nei cuori s’aprivano.
Brezze di speranze svegliavi
e l’afa non soffocava i sogni.
Di te dirò
che tra le pietre l’erba facevi abitare
e lasciavi spazio ai fiori.
I deserti diventavano giardini
dove germogliava la Luce.
Quella Luce che fu rugiada per Paolo
sulla via di Damasco
e lo salvò dall’arida menzogna.
Quella Luce che ti bagnava
come pioggia di sole
e non ti faceva temere il cupo acquazzone
dove “passavi illeso tra goccia e goccia”.
Quella Luce che agli assetati di giustizia
facevi bere
e il tuo amore era luccichio di sorgente.
Di te dirò
che solo alla Verità diceva di sì la tua anima
che aveva la schiena diritta
e andava a testa alta
la tua anima che oggi contempla
“l’epifania di Dio”.



