Andrea Masotti

Le liriche di Giuseppina Mira sono estremamente brevi e intense, tanto da sfuggire all’occhio distratto dalle molte parole che scorrono nelle nostre giornate. Per certi versi ricordano per acume gli aforismi, per l’essenzialità e la leggerezza della composizione gli epigrammi: sono il frutto di un intenso lavoro linguistico ed estetico. Non a caso i cerchi, le gemme, il ricamo, i petali, l’iride degli occhi, fanno da contrappeso a luce, pioggia, fango, vento, il nostro piccolo mondo e l’universo si incontrano, si toccano per un attimo, quando la caducità, mai inutile, del primo e l’eternità imperscrutabile dell’altro si intrecciano nella nostra breve vita. Comunicando la serenità di chi ha superato il dubbio, di chi ha trovato un senso, il coraggio di affrontare a viso aperto e cuore saldo le inevitabili asperità sorretta dalla certezza di un Dio che ci è vicino. Da dove deriva questa filosofia di vita: l’autrice individua nell’ambiente familiare ( Il mio cortile ) la pietra d’angolo del proprio carattere, nei saldi principi che però trovano all’esterno pericoli ed angosce impreviste e, Giuseppina Mira non lo nasconde, anche tristezza e disillusione. Ecco allora rivolgersi alla sapienza, con parole che ricordano temi biblici…

Andrea Masotti  Docente universitario

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